Fallingwater-Wright

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05 Set

Abbiamo affrontato nell’articolo “i paradossi della soglia” il tema della fusione fra interno ed esterno e il ruolo che l’ingresso ha in questo paradigma. Se ampliamo lo sguardo è pieno il mondo di interpretazioni di questo fenomeno soprattutto in ambito architettonico.

È su questo filone che vogliamo approfondire di volta in volta degli esempi celebri dai quali ci piace trarre ispirazione.

Oggi lasciamo spazio ad una grande personalità nella storia dell’architettura, Frank Lloyd Wright e al suo capolavoro: la casa sulla cascata, chiamata anche Fallingwater o per gli addetti ai lavori Casa Kaufmann.

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Considerata uno dei simboli dell’architettura organica che promuove l’armonia fra uomo e natura, la Fallingwater costruita per la famiglia Kaufmann fra il 1936 e il 1939 in Pennsylvania è esempio dirompente della continuità fra interno ed esterno per la natura della sua stessa collocazione, in prossimità del torrente Bear Run. Ma non solo, ogni elemento infatti sottolinea questa convivenza naturale che ricrea un unicum fra architettura e natura.

Questa continua connessione fra spazi interni ed esterni è sottolineata anche dall’utilizzo della medesima pavimentazione in pietra delle stanze con le terrazze panoramiche e l’area che precede l’ingresso. Il camino del grande soggiorno è incassato interamente nella roccia.

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Le lunghe vetrate presenti in tutta l’abitazione liberano la visuale verso la natura circostante per questo, in qualsiasi punto ci si trovi, ciò che si vede è incondizionatamente esterno.

Anche l’acqua è un elemento non solo ammirato ma vissuto dall’interno della casa, la pavimentazione riproduce i movimenti dell’acqua e da una scala a effetto è possibile rinfrescarsi direttamente dalla cascata.

La casa si sviluppa su tre piani, più uno dedicato interamente agli ospiti. L’intera struttura è un insieme di linee rette e orizzontali. Tutti gli arredi che invece si presentano curvilinei sono però bassi per non creare alcuna barriera alla vista se non quella del vetro.

Nota a noi cara è quella della porta d’ingresso, non in evidenza, bensì posta sul retro per sottolineare il carattere intimo e privato che la casa secondo Wright doveva avere e così anche la via di accesso ad essa.